Poesie 2017
Poesie scritte nell'anno 2017

IL PARTO
Lungo le strade di un mondo rubato
in fiamme il frastuono nel fitto roveto;
passi sospetti mossi per caso
il tetro timore riporta all'indietro.
Libero andare senza pretese;
soffuso il silenzio si lascia toccare
dal canto disciolto di luci sfocate,
che danzano allegre su complici note.
Assalto cruento del drago interiore,
il bimbo indifeso non riesce a trovare.
Ma cresce qualcosa pian piano nel grembo,
silente la scelta, lenta lievita dentro.
Frenetico attende il parto annunciato
l'ardore anelante di un grido gioioso.
A pieni polmoni la doglia finale.
Brandelli d'affanno,
per lo strenuo lottare.

VERDETTO CRUDELE
La pietra calcia coi piedi serrati
la pancia piena di troppi rifiuti.
Grigio parlare trita l'orecchio
nel buio esplosivo che scoppia violento.
Rabbia compressa dentro al burrone
cade giù a piombo in un tonfo mortale.
In mille frantumi
il verdetto crudele,
via scappo di corsa
verso un sogno migliore ...

ALIENO NEL MONDO
Ingannano falsi
fantasmi offuscati
negli animi ottusi,
i sensi ostinati.
Perché non li vedi?
Il pazzo si chiede,
sgozzato il fervore
da un fermo negare.
Un muro annienta
il mostro inventato
nel folle delirio
di un mondo mai nato.
Svelando la storia
su un altro pianeta,
l'alieno parla la sua
lingua segreta.
Presuntuoso credere
di saper spiegare
lo scorrere lento
dell'acqua di un fiume.
Poi penetra a fondo
un raggio di sole.
Quel vero evidente
solo a poche persone.

ANTIDOTO
Parole intonate
in un turbamento,
strappate via svelte
dal soffio del vento.
Sparito in un attimo
contrito il peso,
schiacciato alla gola
riprende il respiro.
Fresca l'aria
torna a vibrare,
figlio mio nato
fatti guardare.
Da dove vieni,
non lo riconosco
il lucido velo
del volto coperto.
Amo con odio
frasi scontate
cadute per caso
su logore scale.
Pensieri insensati
dal suono scordato,
in attesa di biasimo
o di approvazione,
privi di merito
ondeggiano in mare.
Il sorso ingerisco
tutto d'un fiato.
Stringe con forza
la mia stanca mano
lo strano antidoto
contro le angosce.

LE ALI DEL VENTO
Sotto il riparo
di un nido sicuro
scendono gocce
dal grido immaturo.
Poi aprendosi svelte
senza più spavento
sussuran leggere
le ali del vento.
Tremore di voce
che stringe i suoi lacci,
sicuro è il volere
di intrepidi passi.
Tra spine scoccate
sul guscio trafitto,
l'incauto sentire
dritto punta al petto.
Se più non mi ami
non è ciò che conta.
Ora prendi il cammino:
sei già oltre la porta.

RESA TOTALE
Si schiude il baccello
senza pensiero,
scivolando sul tempo
si adagia sul vero.
Quale il senso dell'oggi che è stato,
quale il colore di un sogno strappato?
Cadono fulve foglie nel vento,
meste d'autunno tossiscono a stento.
Sbadiglia la quiete tornando a volare
sopra il muto finire di un temporale.
Abbracciami stretto, lento sopire,
la nuda vergogna proteggi dal sole.
Brucia allo stomaco
l'amaro sapore,
disgusta il rigurgito
di un debole amare.
Al fragile vuoto,
la resa totale.

LA FAVOLA
Caldo conforta
il materno racconto
di gemme fissate
nel soffice manto.
Copre il colore
spalmato con estro
lo strappo scucito
da un fragile gesto.
Amore destino
volere divino
perdono peccato,
stammi lontano.
Bugie ben vestite
non voglio sentire,
la finta apparenza
che brucia nel sole.
Corinna annusa
l'illuso piacere
e spoglia di luce
ipocrite storie.
Stai attenta donna
che non vuoi vedere,
del marcio ritorna
il putrido odore.

OCCHI DEL CIELO
Salto profondo
tra nuvole chiare,
d'immenso brivido
stordisce il piacere.
Annegare senza
cogliere appieno
il senso confuso
di un tuffo nel vuoto.
Melodioso profumo
dell'esser compresi,
ingranditi si specchiano
desideri segreti.
Azzurri gli occhi
di un cielo infinito,
calamita attraente,
pensiero nutrito.
Un pesce rosso
dalla palla di vetro
osserva d'intenso
il paradiso vietato.
Illude un destino di delusione.
Ancora da vivere
una pagina nuova
di solitudine
esistenziale.
